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DOV’E’ IL TRUCCO?

Lavoro da anni nel settore e quasi sempre mi imbatto nella stessa domanda quando parlo con chi vuole realizzare il proprio impianto fotovoltaico: “ma come funziona il tutto? Dov’è il trucco?” Inoltre mi viene detto, dopo che mi son state fatte le precedenti domande, così: “Sa’, lei sarà la decima persona che mi propone il fotovoltaico!!“. Insomma diventa quasi una sfida proporre un investimento sul fotovoltaico se c’è questa diffidenza di base… Ma perché siamo arrivati a questo? Le motivazioni sono molte, spesso dovute alla non corretta comunicazione di come funziona il tutto… Per non dire che il governo ha più volte cambiato le regole incentivanti dando scossoni violenti al settore senza dare il reale tempo di ripresa tra un cambio di una normativa e l’altro. La conseguenza? Si è generata una totale mancanza di fiducia nell’idea del fotovoltaico. Fiducia che, in primis, è mancata a noi che operiamo nel settore e che trasmettiamo, volenti o nolenti, agli utilizzatori finali. Infine, purtroppo, ci sono tanti operatori del settore che propongono soluzioni sul fotovoltaico a prezzi non allineati con il mercato (il divario spesso è veramente esagerato) che vengono giustificati da piani di rientro gonfiati. E non meno frequentemente, si propongono soluzioni elaborate su carta senza un minimo di verifica delle condizioni reali di fattibilità per la realizzazione di tali impianti. Questo, a mio avviso, è dovuto al fatto che un’analisi dettagliata per determinare la fattibilità di ogni impianto, sulla base delle esigenze del cliente, è un processo che richiede un certo lasso di tempo e che ha dei costi. Inoltre tale “preventivo”, spesso, viene utilizzato dal cliente per confrontarsi con tanti altri che, pur di prendere il cliente, generano dubbi (ingiustificati) che portano l’utente finale (potenziale) a non prendere una decisione o a rinunciare. Difatti molte volte accade che l’installatore che si propone decida di fare un preventivo su carta per accelerare i tempi e poi verificherà meglio in sede di trattativa.

DOV’E’ IL PERICOLO?

L’approccio “velocistico”, anche se, in parte, giustificato, porta l’utente finale ad avere idee poco chiare su cosa si sta imbattendo, costringendolo a cercare le informazioni che gli servono, altrove (che,però, risultano spesso frammentarie). Il pericolo sta proprio in ciò che ho scritto. Si tenga presente che non stiamo parlando di un contratto telefonico di una nuova compagnia, che, al massimo in caso di scelta sbagliata, può far perdere all’utente qualche decina di euro ma bensì di un investimento di qualche migliaio di euro che porta l’utente finale, inevitabilmente, ad essere estremamente più cauto nella scelta. Fin qui tutto normale. Ma le informazioni dove si raccolgono? Se c’è un amico che ha il fotovoltaico sopra casa allora è più semplice avere dei chiarimenti. Ma se non si hanno degli esempi tra le proprie conoscenze? Allora si spazia tra internet e i vari “ho sentito dire che…” che danno informazioni non sempre esatte e scollegate tra loro. Diciamoci la verità! Non si parla bene del fotovoltaico! Ne’ su internet (la rete è piena di articoli spesso negativi sugli impianti fotovoltaici di grandi dimensioni e sulle normative), ne’ sui telegiornali che adorano mirare ai (pochi) impianti fatti male e ne’ le “voci di corridoio”, innegabilmente condizionate dalle dicerie, sono positive. Questo è dovuto al fatto che è più facile parlare male di qualunque cosa specialmente se chi parla è ignorante. E di ignoranza ce n’è davvero molta sul settore in Italia… Spesso chi butta fango non sa qual è la differenza tra kilowatt ora (kWh) e kilowatt di picco (kWp), ovvero la prima nozione che bisogna conosce prima di parlare dell’impianto fotovoltaico adatto ai propri consumi o consumi altrui… Allora perché negli altri paesi, ben meno soleggiati di noi (vedi la Germania) il fotovoltaico è una “esigenza” e non un prodotto? Son stupidi gli altri? Non credo proprio… Dunque, il pericolo è la possibilità di creare un enorme divario tra chi vuole realizzare il proprio impianto fotovoltaico e la sua idea dell’utilizzo del fotovoltaico.

QUAL’E’ LA SOLUZIONE?

La soluzione è solo una: una informazione corretta. Una soluzione non facile da adottare in quanto va in contrasto con l’esigenza di ottimizzare i tempi di lavoro di chi propone l’impianto fotovoltaico con chi ha bisogno del giusto tempo per capire ogni aspetto del proprio investimento. Questo equilibrio come si raggiunge? Semplice, è proprio l’utente finale che deve, in primis, informarsi e diventare consapevole di quello che vuole realizzare. L’utente finale deve agire come un azionista che valuta tutti gli aspetti del proprio investimento e come, quest’ultimo, può creargli un vantaggio nel tempo. Purtroppo ho notato che c’è poco su internet che dia una informazione completa di cosa deve sapere chi vuole realizzare il proprio impianto fotovoltaico. Per questo motivo ho creato un corso apposito dando gli strumenti utili per comprendere tutti i meccanismi del fotovoltaico, per andare a scegliere ciò che può essere più conveniente per le proprie esigenze e valutare fisicamente se è possibile e monetariamente se conviene fare l’impianto fotovoltaico. Il sito è: http://www.fotovoltaico-casa.com

Buon lavoro.

3 Responses to “Fotovoltaico – Come e perche’ valutare da soli il proprio investimento”

  1. Dario Santocanale

    Prova commento

  2. Francesco

    Condivido il fatto che c’è diffidenza… ma ammetto che c’è un pò di ignoranza in giro… soprattutto da parte di chi vuole fare il proprio impianto.

    • Dario Santocanale

      Ciao Francesco,
      per questo sostengo che bisogna informarsi prima da soli e capire cosa si vuole fare. Se dobbiamo spendere € 10.000 per una macchina immagino che andiamo a vedere quanto consuma… quanto costa la manutenzione… che offerte ci sono… gli accessori… e magari la proviamo. Perché non fare lo stesso con il fotovoltaico? Diversamente è come dire: guardi quella è la macchina adatta a lei! Firmi il contratto e poi capirà se le serve…

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